venerdì 16 novembre 2007

L’ERA DEL SOLARE È COMINCIATA

Dal 3 al 14 dicembre è prevista una conferenza a Bali nella quale l’”Intergovernmental Panel on Climate Change” offrirà alcune proposte per affrontare gli sconvolgimenti climatici in atto sul nostro pianeta.

In preparazione a questo evento si è svolto a Postdam il 9 e il 10 ottobre un’incontro tra 15 premi Nobel dove si è aperto un dibattito su come affrontare la transizione energetica. Saranno sufficienti le fonti alternative - eolico e solare, in primo luogo - o si dovrà investire sul nucleare? E, inoltre, si dovrà puntare su forme di coercizione per ridurre le emissioni oppure basterà affidarsi al mercato?

Dall’incontro di Berlino - organizzato dal Potsdam Institute for Climate Impact e che ha visto la partecipazione di Nobel come il fisico Carlo Rubbia, il chimico messicano Mario Molina, la biologa kenyana Wangari Maathai, il fisico statunitense Murray Gell-Mann e l’economista britannico Sir James Mirrlees - sono uscite due indicazioni che serviranno da linee-guida. Anche se il nucleare non è stato accantonato, tra le fonti a zero emissioni il vincitore sembra essere il solare, più dell’eolico. Patrocinatore della scelta è proprio Rubbia. «L’unica cosa che vedo come un’urgenza immediata è l’utilizzazione massiccia del solare - sostiene -. E’ pronto per essere utilizzato sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista industriale».
«Il Memorandum di Potsdam affronta per la prima volta in modo deciso le opzioni tecnologiche. E l’energia solare ha messo tutto in ombra - ha scritto la “Frankfurter Allgemeine” -. A questa fonte hanno dato un grande contributo Carlo Rubbia e Alan Heeger».
La seconda indicazione del Memorandum riguarda il commercio della CO2. Angela Merkel, madrina dei lavori di Postdam e appoggiata dall’IPCC lancia l’idea: per la maggiore efficacia i certificati, rilasciati a chi riduce di più i gas serra, potrebbero essere stabiliti su basi regionali (Ue, Nord America, Asia). Tale progetto sarà presentato a Bali: l’obiettivo è non superare le due tonnellate di CO2 pro capite l’anno.

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